
Illusione.
Il Seme del Dubbio.
Petit Degener II: importazione e distribuzione prodotti ittici.

Troviamo questa pubblicità in un bar.
Se fosse stato materiale promozionale per una mostra l'avremmo giustificato.Invece è materiale promozionale punto.
Allora fammelo dire, visto che posso, fa proprio schifo.
Ma il rispetto che proviamo per l'arte è roba da studio antropologico.
Ed il fatto che la nostra ignoranza spinga forte tutto questo rispetto, e lo sorregga, è quasi religioso.
Famili Dei.
Vendo la mia ad un prezzo di favore, non lasciatevela sfuggire proprio adesso che sotto le feste averne una fa sempre un gran comodo.
Chiamare ore pasti, solo se fortemente motivati.
Prezzo trattabile.
Possibilità di consegna a domicilio.
Al primo che chiama e che si prende il pacchetto completo compreso di animali domestici regalo un albero di natale già addobbato.
Se non perdessi tutto questo tempo a fare delle cazzate finirei per fare delle cazzate.
Chi sei?
Dammi un indizio.
Dimmi il tuo nome.
Dimmi il tuo nome.
Dimmi il tuo nome.
Chi sei?
Ti conosco?
Eri in piazza stasera?
Ci siamo incontrati stasera?
Chi sei?
Dimmi chi sei.
Signori e signore, la stanchezza mi prende.
E qundi rispondo.
Indizi ce ne sono a bizzeffe, per forza, il luogo pubblico è pubblico, noi, a volte sbadati.
Siamo un ristretto gruppo disomogeneo che ha bisogno di cazzeggiare, che dopo aver bevuto in tutti i bar non ha voglia di tornare a casa e decide di muoversi in direzione stupida ed inutile.
La mira è il divertimento e niente di alto, niente di culturalmente rilevante, il gioco è prendere in giro la diffusa abitudine di documentere ogni cosa e diffonderla.
Di chiamare arte qualsiasi cosa non abbia nessun alto senso.
Ogni persona ha un suo profilo dove si mostra in mile pose differenti, e nessuno trova niente da dire, in un circolo sempre più grosso di amicizie tra sconosciuti, o al limite tra sconoscenti, che si aggiornano su ogni cambio d'umore, ogni banale spostamento, ogni tutto.
E che accresce l'egotismo individuale.
Si sa.
E' normale.
E' così.
Noi pure, va bene, noi pure.
Ma se il culto della personalità che è ben accetto in ogni diverso ambiente, primo tra tutti quello dell'arte, dello spettacolo, dei media, certo, mi fa pensare alla dittatura, ad un altare votivo al niente, alla normalità, con tutti i suoi codici fatti di segni e simboli conformati, il nostro non essere mi ricorda il terrorismo.
I terroristi sono persone normali, i dittatori ridicole divinità.
Tutto questo è sbagliato, è esagerato per far capire il concetto.
Capito il concetto?
Chi siamo?
Siamo quelli che fanno queste cose.
Mi sembra che tanto basti.
Il mio nome?
No,me.
Mi sembra che tanto basti, e che tanto debba bastare.
Sono solo cazzate.
Chi mai vuoi che le abbia fatte?
E che importanza ha, da 1 a 10?
Dammi un indizio.
Dimmi il tuo nome.
Dimmi il tuo nome.
Dimmi il tuo nome.
Chi sei?
Ti conosco?
Eri in piazza stasera?
Ci siamo incontrati stasera?
Chi sei?
Dimmi chi sei.
Signori e signore, la stanchezza mi prende.
E qundi rispondo.
Indizi ce ne sono a bizzeffe, per forza, il luogo pubblico è pubblico, noi, a volte sbadati.
Siamo un ristretto gruppo disomogeneo che ha bisogno di cazzeggiare, che dopo aver bevuto in tutti i bar non ha voglia di tornare a casa e decide di muoversi in direzione stupida ed inutile.
La mira è il divertimento e niente di alto, niente di culturalmente rilevante, il gioco è prendere in giro la diffusa abitudine di documentere ogni cosa e diffonderla.
Di chiamare arte qualsiasi cosa non abbia nessun alto senso.
Ogni persona ha un suo profilo dove si mostra in mile pose differenti, e nessuno trova niente da dire, in un circolo sempre più grosso di amicizie tra sconosciuti, o al limite tra sconoscenti, che si aggiornano su ogni cambio d'umore, ogni banale spostamento, ogni tutto.
E che accresce l'egotismo individuale.
Si sa.
E' normale.
E' così.
Noi pure, va bene, noi pure.
Ma se il culto della personalità che è ben accetto in ogni diverso ambiente, primo tra tutti quello dell'arte, dello spettacolo, dei media, certo, mi fa pensare alla dittatura, ad un altare votivo al niente, alla normalità, con tutti i suoi codici fatti di segni e simboli conformati, il nostro non essere mi ricorda il terrorismo.
I terroristi sono persone normali, i dittatori ridicole divinità.
Tutto questo è sbagliato, è esagerato per far capire il concetto.
Capito il concetto?
Chi siamo?
Siamo quelli che fanno queste cose.
Mi sembra che tanto basti.
Il mio nome?
No,me.
Mi sembra che tanto basti, e che tanto debba bastare.
Sono solo cazzate.
Chi mai vuoi che le abbia fatte?
E che importanza ha, da 1 a 10?
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