Action Number V&R: Retrospettiva.

Questo è un invito retrospettivo.

La mostra c'è già stata.





































Rotonda. Colore su carta, 2010.












Facciamo che io ero cool. Colore su carta, 2010.











Meccanica Navale. Colore su carta, 2010.












Uno:Trentatre:Zerootto. Colore su carta, 2010.












Galleria.



Ci piace esporre nel passaggio che c'è ad una certa altezza di via Stagi.
Solo che alla lunga è disdicevole continuare a voler utilizzare un posto senza neanche un nome, farsi guardare con sufficienza dal tipografo quando si stampano inviti e cataloghi.
Basta, qualcuno doveva prendere il coraggio e battezzare un luogo così sporco a cui perfino lo scotch di carta si rifiutava di aderire.
Dopo profonde riflessioni che prendevano in considerazione tutte le opzioni possibili, come anche pulire i vetri, si, per un minuto ci abbiamo pensato davvero, abbiamo capito che il primo nome che avevamo scelto non poteva andare bene, troppo lungo "Galleria che dal mercato coperto arriva in via Stagi formando un giardinetto che puzza quasi come il cortile del Maccari".
Cosa avrebbe pensato il tipografo? Cosa?
Quindi siamo passati alla seconda scelta sull'onda della logica per cui il narcisismo paga sempre, peccato solo che come nome sembri quello di una galleria d'arte.
Sarà anche dignitoso, adesso, da mettere sugli inviti.
A noi fa decisamente schifo.

Duomofobia.





Sono mesi che penso a come riuscirci.
Questo è un progetto irrealizzabile.
Impossible is nothing sticazzi.
Vabè.

Action number Twelve: Ho detto NO.







Ho detto NO.
pacchetti di sigarette su sentiero, 2010
Ora basta, quando è no è NO.
Il colesterolo lo deve capire.







La Madonna della Terza Età.



Ma che tourbillon di provocazioni!
Non ci si può rilassare un attimo!
Ormai in braccio alla Madonna ci stanno un po' tutti, ed è vero che la religione dovrebbe accogliere ogni essere, ma qui sembra di essere in fila per fare la foto con Babbo Natale.
Ma l'arte è così, si nutre di quello che trova in frigo, e l'artista si propone di scherzare sul molto rumore per Veneziano, che abbiamo visto tutti godere come un porco in mezzo al vespaio creato ad arte, e che continua a godere come un porco del ricordo dell'estate pietasantina, mentre alla povera Gina, oltre alla cittadinanza onoraria, nemmeno uno scandalo.
Il fatto che ci siamo beccati delle sculture oscene, una delle quali rotante su se stessa come i manichini di Intimissimi ma fatta assai peggio, senza battere ciglio, senza un gemito di sdegno, è uno scandalo.
Gina, anche tu sei scandalosa, avevamo piacere di dirtelo.
Quando mi domando se c'è una fine al peggio non faccio una domanda retorica, esigo risposta.

Petit degener I : sono sempre i miglioni quelli che se ne vanno.

(piazza Matteotti, Pietrasanta)




Stavamo tranquillamente girovagando in una notte pietrasantese cercando di attuare qualcosa di brutto, qualcosa di molto brutto, ci sentivamo malvagi a girovagare tranquillamente nella notte pietrasantese con dello scotch di carta in tasca e un sacco di altra roba in macchina.
Quando all'improvviso ci imbattiamo in questo.
Ora, a noi va bene tutto, ci puppiamo delle installazioni terrificanti e va bene, ci puppiamo turisti terrificanti e va bene, ci puppiamo dei menù con prezzi ridicoli e va bene, ma quando vogliamo fare qualcosa di brutto e troviamo questo no, non va poi tanto bene.
C'è sempre qualcuno che fa cose più brutte di te, è deprimente.
Uno si impegna a rendere la propria città meno carina e meno idilliaca, ci pensa su, per poi vedere che altri agiscono con naturalezza, senza problemi di fondo, così.
Tipo scrivendo con un pennarello indelebile un pezzo di una canzone mediocre, e fin qui nulla di male, riuscendo ad inserire un errore ogni due punto tre parole, ed è troppo.
Mi vanifichi il senso del vandalismo, così.
Ti odio, così.
Sei un idiota, è così.
E ancora ancora lo accetto, chi ti conosce e chi ti vuole conoscere, ma se fossi in te eviterei di sbandierarlo ai quattro venti.
Se ti piacciono i 99 posse sappi che posse ha una e in fondo.
I miglioni di parole mi mettono miglioni di paure, lo ammetto.
La tua ignoranza nero indelebile sta benissimo con il senso di inpotenza che mi lascierai nel cuore.
Mi domando se in realtà non sei un genio, un poeta maledetto, forse sono io che non comprendo, e nella mia piccineria penso che l'italiano abbia delle regole, forse mi sto imborghesendo.
Mi stai facendo venire dei dubbi, cazzo.
O magari era un messaggio cifrato per la mafia locale e io sto pestando i piedi ad un boss, che ne so, non so più niente.
Preferirei fosse così, giuro, piuttosto che pensare che sei là fuori, inconsapevole, che te la canticchi e che la vuoi diffondere così come ce l'hai in testa, sbagliata.