Introduzione ad action number six: Commemor Azione.
Ci pregiamo di invitarvi stanotte alla cerimonia commemorativa che vedrà l’istallazione nel vicolo s.Biagio di due targhe che arricchiscono il ben noto patrimonio di targhe inutili della città normale fino al 1840, poi, se dio vuole, divenuta nobile nel 1841.
Che culo che abbiamo avuto.
Non ci posso pensare a vivere in una città ignobile, chissà com’è
Riferimento ad Action Number Five: Soldout(Venduti!)
Dopo che voci inserite nel settore bisbigliavano della vendita in sede privata di una serie di opere di 319, possiamo adesso dire che, si, è vero, la serie dei dieci comandamenti, trattopen su soldi, 2010, è stata esaurita, e a nessun collezionista è stata data la possibilità di acquistare due pezzi unitamente.
Per parlare del valore di mercato di queste opere, anche in prospettiva di investimento a lungo termine, pubblichiamo il listino delle transazioni:
n.3 alla fondazione Conad.
n.1 ad un privato tabacchino per due pacchetti di sigarette e degli spiccioli.
n.9 allo stato per una marca da bollo.
n.10 al bar Michelangelo per birre.
n.4 ad una compagnia petrolifera per del carburante.
n.2 per cinque caffè ad un bar che preferisce rimanere anonimo.
n.8 non saprei, certo che ne sputtano di arte.
n.6 disciolta in alcol.
n.5 ad una pizzeria pietrasantina per due pizze dalla non facile digeribilità.
n.7 ad una famosa cartoleria in cambio di fogli bianchi.
Per amor patrio diciamo anche che ogni singola opera è stata venduta nella zona con regolare scontrino fiscale, a parte il benzinaio che non lo fa.
Se cercassero di rivendervi uno di questi lavori sappiate quindi che siamo pienamente nell’ambito del lecito.
Per parlare del valore di mercato di queste opere, anche in prospettiva di investimento a lungo termine, pubblichiamo il listino delle transazioni:
n.3 alla fondazione Conad.
n.1 ad un privato tabacchino per due pacchetti di sigarette e degli spiccioli.
n.9 allo stato per una marca da bollo.
n.10 al bar Michelangelo per birre.
n.4 ad una compagnia petrolifera per del carburante.
n.2 per cinque caffè ad un bar che preferisce rimanere anonimo.
n.8 non saprei, certo che ne sputtano di arte.
n.6 disciolta in alcol.
n.5 ad una pizzeria pietrasantina per due pizze dalla non facile digeribilità.
n.7 ad una famosa cartoleria in cambio di fogli bianchi.
Per amor patrio diciamo anche che ogni singola opera è stata venduta nella zona con regolare scontrino fiscale, a parte il benzinaio che non lo fa.
Se cercassero di rivendervi uno di questi lavori sappiate quindi che siamo pienamente nell’ambito del lecito.
Action Number Five: Soldout (Venduti!)
3- Ricordati di santificare le feste. Compra qualcosa
1- Non avrai altro Dio all'infuori di me
9- Non desiderare la roba d'arte
2- Non nominarti invano. Non così tanto
4- Onora il padre e la madre. Dice convenga
5- Non uccidere. E gia che ti trovi non calpestare nemmeno le aiuole
6- Non commettere atti impuri gratis
7- Non rubarmi
8- Non dire falsa testimonzianza ai vernissage non è facile
10- Non desiderare la donna d'altri. Comprati la tua
Tratto pen su soldi, 2010
Riferimento ad Action Number Four: Tu Sei Qui.
Un ringraziamento speciale va a Matteo Maccari, l'unico che non ha ancora staccato il nostro volantino.
Matteo, l'altra sera siamo andati via senza pagare.
Scusa.
Matteo, l'altra sera siamo andati via senza pagare.
Scusa.
Riferimento ad Action Number Three: Chi ha rubato la marmellata?
Due giorni, e non credevo sarebbe durata tanto, ha resistito l’ultima esposizione di 319, prima che un anonimo spero collezionista (di cazzate) non staccasse le opere lasciando al loro posto solo i cartellini, creando di fatto un’altra, diversa, esposizione di cui mi compiaccio.
Ora, per quelli che non lo sapessero, ovvero per quelli che non l’hanno rubati, dietro ad ogni foglio c’era un cartellino che chiedeva esplicitamente di contattarci per esibire la loro nuova e legittima ubicazione, specificando e complimentandosi dell’aver rubato non una ma una serie completa di quattro opere dal valore commerciale complessivo inesistente.
Le opere sono una rivisitazione poco creativa delle magliette di Holland che un paio di anni fa spopolavano, e la tecnica usata, approssimativa e buttata là le rendono non certo uniche nel loro genere, ma almeno degne di entrare nel magico mondo dell’arte che si espone anche in altre gallerie più sicure di quella che il collettivo ha scelto.
La cosa più interessante credo sia stata il vernissage silenzioso alle 4 del mattino, a cui ho ovviamente partecipato e che mi ha rovinato il giorno dopo, perché non solo il luogo era quel che era, la mostra era quel che era, l’orario era quel che era e il vino era quel che era, ma non c’era niente da mangiare, cosa di cui sono inorridito e che mi fa svalutare immediatamente l’artista, però si trovava parcheggio.
Il vernissage, una delle cose più banali e scontate del mondo e nel frattempo una delle cose più sopravvalutate a livello culturale e di status, per dei cartelli attaccati in un luogo pubblico con dello scotch di carta è di una finezza insuperabile.
Chiunque non sia stato presente non può che aspettare il prossimo con una certa ansia.
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